E la strada si apre…

…passo dopo passo.

Come una nuova Moleskine. Un foglio bianco su un taccuino elegante. Gesto di gratificazione, feticismo della carta stampata fresca. Così questa pagina di blog si scarta e scorre. Poche regole: scrivere ciò che puoi, vuoi, ma senza scorciatoie, faccine, link, immagini. La parola, il logos. En arché.

Quella parola ormai carnificata, poco divina e molto umana che informa la tua “creatura” immaginaria. Il bradibionte. Una chimera nel bestiario moderno. Un essere che aspira alla lentezza per vivere di più e meglio. Più lento, più dolce e più profondo.

Non sempre ci riesce. In un’altra vita, in un altro blog, matrice del presente, quell’essere denuncia la sua complessità attraverso la confusione. Qui prova a far chiarezza. Pure quando come adesso scrive dal lavoro, nel cuore della notte, dal momento che certe notti non è dormire, ma vegliare… e il riposo non può venire se non con la sedazione, fosse anche attraverso i tasti di questo computer.

Autocura, certamente. Autocoscienza condivisa. Ma pure desiderio di essere migliore, di giocare e giocarsi. E cercare l’autentico anche di questa maschera.

Ma senza fretta, senza resistenze. Lo scorrere di un fiume, la linea di minore resistenza, l’angolo smussato del bradibionte. Acqua che si infonde, pensieri che rotolano senza accelerare.

Nella speranza di arrivare un giorno al mare. E perdercisi dentro. Dopo essersi ritrovati.

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Published in: on febbraio 16, 2007 at 1:53 pm  Comments (3)